L’ABITUDINE PERDUTA DI ANDARE AL CINEMA

Le sale muoiono perché i film vivono sulle piattaforme streaming.

Le svolte epocali, per questioni fisiologiche, sono in grado di incidere – nel bene e nel male – sulle abitudini degli individui. Alle volte in maniera così sensibile da ribaltarle. Uno dei tanti esempi è quello afferente le sale cinema. Difatti, l’avvento di Netflix e Amazon Prime, in combinazione con TV di ultima generazione (acquistabili a prezzi accessibili), ha inflitto un duro colpo alle succitate, che per decenni hanno colonizzato il mercato delle proiezioni su schermo. Nel mondo sono centinaia di milioni le persone che usufruiscono degli abbonamenti Prime e Netflix (100 milioni per Prime, quasi 200 per Netflix), e i numeri sono destinati, ineluttabilmente, a crescere. Negli ultimi cinque anni le iscrizioni alle piattaforme streaming hanno subito un incremento del 150%. L’utente, ormai, ha barattato le sale col divano di casa, non solo per questioni di comodità, ma anche per motivi economici. Basti pensare che grazie all’abbonamento annuale Amazon Prime – il cui costo è di 36 euro, pari a due ingressi al cinema – è possibile avere accesso a migliaia di film e centinaia di serie tv. Ciò, godendo di ogni sorta di comfort che solo l’ambiente domestico è in grado di fornire. Certo, il fascino potrebbe non definirsi identico, ma il trend è questo. A pagare dazio, in termini di introiti, sono soprattutto le singole sale cinema site in piccoli centri. Le quali, anche per via della sterile offerta fornita, hanno visto, negli anni, una netta diminuzione del fatturato, tale da indurne molteplici a chiudere i battenti. Non è un caso, inoltre, che la stessa Warner Bros, colosso cinematografico, in reazione alle perdite subite – anche per via del Covid – nel 2020, abbia deciso di dirottare quasi tutte le uscite del 2021 sullo streaming. La nuova frontiera, numeri alla mano, è l’home cinema e il mondo sembra adeguarsi senza mostrarsi recalcitrante. Questo comporta, di riflesso, che il vecchio buon cinema (soprattutto agli occhi delle nuove generazioni) inizia ad essere concepito come obsoleto, atavico. I dati attuali dicono che le piattaforme streaming sono la nuova frontiera e, che piaccia o meno, la realtà è incontrovertibile. Per di più, proprio la pandemia da Covid-19 pare aver ulteriormente catechizzato gli utenti delle sale, invitandoli a riscoprire l’ambiente domestico e le nuove modalità attraverso cui fruire delle proiezioni su schermo; più semplici e all’avanguardia. In sintesi, si potrebbe asserire che l’industria cinematografica dell’epoca contemporanea abbia intrapreso un processo di metamorfosi, il cui prodotto è ormai sempre più assimilabile a un pigiama, a delle pantofole e a una Tv al plasma.

Mattia Tarallo

 

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