SOCIAL NETWORK E ADOLESCENTI, PERICOLI O OPPORTUNITÀ?

L’utilizzo di Internet da parte dei più giovani è già da molto oggetto della preoccupazione di genitori ed educatori. Il timore di non riuscire sempre a controllare l’accesso alle numerose informazioni che popolano i siti web, oggi si unisce alla diffidenza per le piattaforme virtuali che incoraggiano una condivisione di contenuti priva di filtri. Sarebbe il caso di fare nuova luce sulla loro influenza psicologica. Nell’esporre quelli che credo essere alcuni pericoli, rispetto ai quali una pausa di riflessione è dovuta, bisogna sfiorare il tema dell’educazione emotiva.

Si può parlare di realtà, riferendosi a quanto avviene nei Social Network?

Ovviamente, l’interazione tra il mondo reale e il mondo virtuale è bidirezionale, il risultato è un’interrealtà nella quale l’uomo è in grado di controllare e modificare l’esperienza e la sua e le altrui identità sociali in maniera totalmente nuova rispetto al passato; se alcuni fanno un utilizzo inconsapevole dei social network a questo scopo, d’altro canto alcune reti virtuali nascono consapevolmente per favorire l’uomo nella promozione della sua professionalità. Fino ad ora si è parlato dell’uomo, ma le criticità che volevo mettere in luce colpiscono proprio chi uomo, nel senso di adulto, ancora non è, per capire i rischi principali che corrono gli adolescenti. L’adolescenza è il periodo più importante per la definizione dell’identità del soggetto, il superamento della crisi d’identità tipica della fase adolescenziale richiede l’integrazione di una serie di componenti di tipo personale attraverso le attitudini e le capacità, di tipo sociale con l’inserimento nei ruoli sociali e di tipo esperienziale considerando le identificazioni infantili e le vicissitudini emotive. L’interrealtà è un contesto che favorisce la moltiplicazione delle identità piuttosto che la loro integrazione. Questo ha delle ripercussioni sul processo di maturazione dell’identità del soggetto, esso può essere rallentato e ci sono effetti sui rapporti sociali e personali dell’adolescente. Il superamento della crisi d’identità ha due conseguenze: lo sviluppo di un senso di fedeltà ai propri schemi valoriali e ideologici di riferimento e la capacità di aprirsi a rapporti intimi e stabili con l’altro. Al contrario, la generazione dei giovani nati a partire dalla metà degli anni Novanta, che hanno vissuto usando Internet e i nuovi media, rischia di restare nel solco di questa crisi. Le motivazioni sono contenute nei meccanismi suggestionanti della rete, i loro continui feedback, le opportunità di modificare la propria identità e di svelarla a piacimento, attraggono l’adolescente e lo portano a cercare un’approvazione smisurata nel mondo virtuale. Motivato dai suoi bisogni di appartenenza sociale e di sicurezza, l’adolescente può rimanere invischiato nel rapporto con i social network e, nell’eterna attesa di gratificazioni e sopravvivenza nell’interrealtà, assecondare logiche che non favoriscono la maturazione di un’identità autentica.

Cosa può fare un genitore per prevenire gli aspetti negativi legati ai Social Network?

Senza dubbio l’utilizzo dei social network, la quale iscrizione è riservata ai maggiori di 13 anni, non corrisponde automaticamente all’acquisizione di questi problemi. Come non perdere di vista le potenzialità e i limiti della comunicazione mediata? La vigilanza delle figure adulte, in un mondo in cui le giovani menti hanno bisogno di estendersi con gli artefatti e la realtà virtuale, non può essere applicata con la semplice restrizione o privazione. Se da una parte l’immersione in una realtà virtuale è bene che occupi una percentuale di tempo minima durante la giornata, d’altra parte gli adulti devono tenersi allenati a distogliere l’attenzione degli adolescenti. I genitori devono garantire agli adolescenti sufficienti opportunità di identificazione sociale, ossia occasioni appaganti e solidamente ancorate alla realtà che possano far fluire liberamente pensieri e emozioni, riconoscere quelle altrui e, non per ultimo, permettere lo sdoppiamento sociale. Con questa attenzione, l’estensione della rete sociale di un adolescente nell’interrealtà apporterà vantaggi e un senso di appartenenza e condivisione non nocivo per l’identità.

Luigi Bernabò

 

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