TORNANO IN ITALIA NUMEROSE OPERE D’ARTE RUBATE

Grazie a diverse indagini effettuate dai carabinieri per la tutela dei beni culturali (Tpc), tornano in patria preziosi arazzi e tappeti di mosaico illecitamente rubati ed esportati negli Usa.

Il generale Roberto Riccardi, comandante dei carabinieri Tpc, affiancato dalla vice capo missione ad interim presso l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia, Christina Tomlinson, ha presentato alla stampa quattro opere restituite. Si tratta di due arazzi di manifattura delle Fiandre, risalenti al XVI secolo, che erano stati rubati nel 1995 in una galleria di Milano, di una moneta d’oro con la testa di Nerone, frutto di una rapina avvenuta nel 1977 nel Museo Archeologico di Napoli, e di uno splendido pavimento a mosaico romano raffigurante la testa di Medusa, risalente al II secolo d.C., frutto di scavi ottocenteschi nella villa del Quarto di Montebello della via Flaminia. Gli Stati Uniti, collaborando con le autorità italiane, si sono fermamente impegnati a proteggere e preservare il patrimonio culturale in tutto il mondo e a prevenire il traffico di antichità, spesso utilizzato per finanziare reti criminali transnazionali organizzate. Tra i vari reperti artistici rubati ed ora diretti verso la madrepatria vi è anche il celebre affresco di Ercolano sequestrato l’anno scorso al finanziere newyorchese Michael Steinhardt e di cui la cittadina partenopea da allora reclama la restituzione. L’affresco, che raffigura Ercole bambino che strangola un serpente, da solo ha un valore di circa un milione di dollari. L’opera d’arte in questione fa parte di un tesoro di 180 oggetti di antichità che il re degli hedge funds (fondi speculativi) ha accettato di riconsegnare dopo che un’inchiesta congiunta tra Italia e Stati Uniti aveva concluso che si trattava di materiale rubato e illegalmente piazzato sul mercato dell’arte. Steinhardt, che attualmente ha 81 anni, aveva comprato l’affresco nel 1995 dal gallerista Robert Hecht, più volte accusato di traffico illegale di opere d’arte, lo stesso che vendette nel 1972 al Met il celebre cratere di Eufronio ora al museo di Cerveteri. Steinhardt è sempre stato un vorace collezionista di antichità a prescindere da quale fosse la loro provenienza. L’acquisto dell’affresco di Ercolano era avvenuto infatti lo stesso anno in cui la magistratura di New York gli aveva sequestrato in dogana un altro pezzo celebre, un piatto d’oro del V secolo avanti Cristo rubato dai tombaroli in Sicilia. Il finanziere aveva accettato di consegnare le opere in suo possesso e di non acquistarne altre in futuro in cambio dell’immunità da incriminazioni. Tra tutti i 142 pezzi in viaggio ora per l’Italia, 48 vengono dalla sua collezione, mentre altri 60 sono stati recuperati dalla ora defunta Royal-Athena Galleries, fondata a Manhattan dall’antiquario ed esperto in falsi Jerome M. Eisenberg.

Fernando Giordano

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